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migliori tipologie di gin

Le migliori tipologie di gin

Si può assaporare liscio o bere nei cocktail: il gin è un distillato molto versatile e apprezzato. Scopriamo quali sono le migliori ricette di mixology a base di questo distillato. Gin tonic, Negroni e tutti gli altri cocktail contenente gin hanno in comune il profumo e il sapore tipici di questo distillato resinoso e marcato. 

Il problema è che si fa presto a dire “gin” senza conoscerne la storia, la varietà di prodotti e le linee guida utili per trovare il più adatto ai propri gusti. 

Gin: la storia e le origini

Per capire fino in fondo la passione per il gin è importante fare un passo indietro e scoprire le origini del superalcolico. Perché si chiama gin? Il nome è l’abbreviazione del termine olandese “jenever”, cioè un distillato preparato con cereali aromatizzati alle bacche di ginepro. Anche se l’uso del ginepro era già dilagante in Italia (in qualità di rimedio medicamentoso), il primo vero antenato del gin è attribuibile alla produzione di distillatori olandesi. 

Dalle prime bevande a base di ginepro passarono anni prima che la bevanda alcolica trovasse la sua evoluzione nel Regno Unito e assumesse le caratteristiche del gin come lo conosciamo oggi. 

Come si distilla il gin? 

Il gin è particolarmente apprezzato, sia in versione liscia senza ghiaccio che nella variante cocktail. Come si fa a distillare il gin? Alla base c’è l’alcool distillato preparato con mosto di cereali fermentato (es. segale, orzo, grano) e botanicals (aromi di vario tipo). Tuttavia deve avere il sapore delle bacche di ginepro per essere considerato gin. Nel tempo la diversificazione dei metodi di distillazione ha dato vita a tipi di gin caratterizzati da qualità differenti: fruttato, floreale, agrumato, speziato e così via. 

  • Infusione – Il metodo prevede una prima distillazione del grano fermentato e una seconda distillazione con bacche di ginepro e aromi vari. Il liquido ricco di botanical viene mescolato con acqua per abbassare il livello alcolico e donare un sapore più delicato. Un esempio? Il Bombay Sapphire
  • Macerazione – Il procedimento resta più o meno lo stesso dell’infusione, ma l’alcool viene distillato nuovamente con le bacche di ginepro e i botanical per macerazione. Dopodiché viene aggiunta una parte di acqua per renderlo meno alcolico. Il risultato è una bevanda molto aromatica. 
  • Compound gin – In questo caso la fase di ridistillazione lascia il passo all’aggiunta di essenze e aromi tipica dei prodotti meno pregiati. 

I gin migliori 

A classificare la produzione in base alla tecnica di produzione ci ha pensato una normativa europea: Gin Classico, Gin distillato, London Gin e Spirits a base di ginepro. Scopriamoli meglio: 

  • Gin Classico –  È la versione classica del distillato caratterizzata dall’aggiunta dei botanicals nel mosto di cereali fermentati e un rapporto alcol/volume pari a 37,5% vol che viene imbottigliata dopo la fermentazione. Il Tanqueray è da non perdere. 
  • Gin Distillato – Prevede una doppia distillazione sfruttando il metodo infusione o macerazione e un’aggiunta di aromi naturali o edulcoranti. Può essere o meno diluito con l’acqua o mescolato con un altro tipo di alcol prima di essere imbottigliato. Vale la pena assaggiare l’Hendrick’s
  • London Gin – È simile al Gin Distillato, ma non prevede l’uso di aromi dopo l’infusione o la macerazione. Si può trovare anche con il nome London Dry Gin (dove “dry” indica l’assenza di aromi e la presenza di massimo 0,1 g/l di dolcificante). Il Monkey 47 ha le caratteristiche tipiche di questo gin
  • Spirits a base di ginepro – Sono caratterizzati dall’aggiunta dei botanicals durante la distillazione e dall’imbottigliatura con un rapporto alcol volume intorno al 30%. 

A queste tipologie rintracciate dalla normativa europea si associano altri tipi di gin non disciplinati, come per esempio l’Old Tom Gin (aggiunta di zucchero), lo Sloe Gin (bacche di prugne selvatiche e tasso alcolico minore), il Plymouth Gin (prodotto nella città inglese e nota di ginepro meno intensa) e il Gin olandese (preparato con malto, colore scuro e sapore marcato). 

Non è facile scegliere il gin migliore, ma la valutazione dei boticanils può essere un buon punto di partenza per capire l’aroma, il sapore e l’incisività del distillato e quali sono i migliori ginQual è il gin più pregiato? I gin più pregiati sono i distillati più puri e quelli in cui il ginepro spicca di più, ma il più costoso al mondo è il Watenshi Gin perché prodotto con i vapori del Japanese Gin.