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Primitivo del Salento della Cantina Masseria Borgo dei Trulli

Primitivo del Salento della Cantina Masseria Borgo dei Trulli: tipi, caratteristiche e abbinamenti

Il Primitivo è l’oro nero del Sud Italia e in particolare della Puglia, ma le sue caratteristiche possono variare in base al terroire e alla Cantina di produzione. Conosciamo meglio il Primitivo del Salento della Cantina Masseria Borgo dei Trulli

Il vitigno Primitivo è una delle pregevolezze della viticoltura del Sud Italia (diventato il suo habitat ideale), ma trova la sua massima espressione nel Primitivo del Salento. Gli acini bluastri ricchi di pruina e zuccheri danno vita a un vino molto caratterizzato. Il colore intenso, il profumo di frutti rossi, il sapore corposo, la spiccata presenza tannica e la gradazione alcolica elevata lo definiscono.

Qual è il valore aggiunto della Cantina Masseria Borgo dei Trulli? 

Il Primitivo è un vitigno piuttosto delicato che mal sopporta la mancanza di acqua prolungata, le percentuali elevate di umidità e i cambi repentini di temperatura tipici della primavera. Tuttavia  ha trovato il suo habitat ideale in Puglia. 

Di fatto il territorio è costellato di Cantine che portano avanti la tradizionale coltivazione dei vitigni ad alberello e la vinificazione del Primitivo del Salento, tra le quali spicca la Cantina Masseria Borgo dei Trulli. Questa azienda agricola sorge a pochi chilometri in linea d’aria dal Mar Ionio e coltiva vitigni in alcune delle aree migliori del Salento (come Manduria, Sava e Maruggio).  Dalle materie prime pregevoli, dalla coltivazione ad alberello e dal rispetto dei protocolli di lavorazione nascono vini d’eccellenza come il Primitivo del Salento (ma anche Negroamaro e Salice Salentino). 

Identikit del Primitivo del Salento della Cantina Masseria Borgo dei Trulli 

La produzione di Primitivo del Salento della Cantina Masseria Borgo dei Trulli si divide in Primitivo del Salento IGP rosso fermo e Primitivo del Salento IGP rosato fermo. Pur provenendo da uve Primitivo accuratamente selezionate, però, i due vini vengono vinificati in modo diverso. 

Primitivo del Salento rosso fermo 

Nella produzione del vino rosso fermo, dopo la raccolta, le uve non vengono premute e restano integre in modo da ottenere un colore più vivido. Dopodiché vengono fatte fermentare in serbatoi di acciaio a 23-25 gradi per circa 8-10 giorni (periodo in cui si effettuano rimontaggi e delestage). Infine, dopo la svinatura, si arriva alla fermentazione malolattica e al trasferimento del vino in cisterne di acciaio a 18 gradi. 

Il Primitivo del Salento IGP rosso fermo, essendo prodotto soltanto dalla varietà di uve Primitivo, presenta colore rosso rubino deciso, note di aromi di frutti rossi e spezie e sapore corposo e vellutato con un finale lungo e persistente. È perfetto con formaggi stagionati, primi piatti a base di sughi robusti, carne di agnello e pizza. 

Primitivo del Salento rosato fermo 

Nella produzione del vino rosato fermo, le uve vengono raccolte, pigiate e portate a una temperatura di 10 gradi prima di essere lasciate a macerare per più o meno 8 ore. Il mosto ricavato viene trasferito in vasche di fermentazione in acciaio e fatto riposare per 36 ore. La fermentazione si compie grazie ai lieviti e viene portata avanti a 14-16 gradi per circa 10 giorni. Dopodiché il vino viene lasciato in vasche di acciaio per circa 3 mesi. 

Questo processo di vinificazione rende il Primitivo del Salento IGP rosato fermo un vino di colore rosa estremamente delicato con note fruttate (maracuja, fragola, agrumi e melone), sapore pieno e fresco caratterizzato da una buona acidità e finale lungo e pulito. Si può gustare da solo o accompagnandolo a frutti di mare, pesce e carne di pollo.